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Nella foto: Giuseppe Mascolo, Segretario Nazionale Ugl Scuola

“Liberalizzare il sistema della formazione professionale in Sicilia, potrebbe significare non garantire gli standard di qualità dei corsi e delle figure professionali ad esso necessari, correndo il rischio di ottenere risultati degni dei migliori saldi di fine stagione”.

Lo dichiara Giuseppe Mascolo, Segretario Nazionale dell’Ugl Scuola, commentando il piano presentato dal governatore della regione Sicilia, Raffaele Lombardo ed inerente la formazione professionale.

“Inoltre, ai 253 enti già presenti sul territorio – prosegue – se ne aggiungeranno chissà quanti altri, creando tra gli stessi una “forma di competizione” che anziché “vendere”, potrebbe portare a “svendere”. Il sistema formativo siciliano che ha un costo annuo quantificabile in 400 milioni di euro, vede impiegati circa diecimila lavoratori, ma la gestione di tutto questo non ha dato i risultati tanto sperati, anche perché uno dei principali obiettivi della regione, sembrerebbe essere quello di non farsi carico degli addetti ai lavori; ma del resto tale modus operandi è già chiaro da qualche tempo”.

“Il settore, ad oggi ingovernabile – continua il sindacalista – rischia di diventarlo ancor più se non venissero stabilite regole certe, a salvaguardia, oltre che degli enti, anche dei lavoratori che, a tutt’oggi, vivono nella totale incertezza in merito al proprio futuro lavorativo. Pertanto, riteniamo che non debba essere data la possibilità di effettuare nuove assunzioni, prima di stabilizzare i tanti cassaintegrati già esistenti e che vengano sanate le situazioni “a tutti note” che non possono essere lasciate in sospeso”.

“Le nostre proposte – conclude il Segretario Nazionale dell’Ugl Scuola – fino a questo momento, non hanno trovato la condivisione del governatore della regione siciliana al quale chiediamo un atto di responsabilità nei confronti dei lavoratori e non di chi, per troppo tempo, ha mirato a conseguire interessi personali, troppo spesso a spese della comunità”.

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