L’assise congressuale dell’Ugl Scuola, che oggi si è riunita a Roma per celebrare il 3° congresso di categoria, ha riconfermato, all’unanimità, Giuseppe Mascolo alla guida del sindacato. Oltre ai delegati provenienti dal territorio, erano presenti Fiovo Bitti (in rappresentanza della Segreteria Congressuale Confederale Ugl), Luca Malcotti (Segretario Confederale Ugl), Daniela Ballico (Segretario Ugl di Roma), Corrado Mannucci (Segretario Nazionale Ugl Pensionati), Vito Andrea Vinci (Presidente di Federterziario scuola), Giovanni Piccardo (Presidente della Filins), l’On. Elena Centemero (Responsabile Nazionale del dipartimento scuola e università di Forza Italia), il sen. Mario Pittoni (Responsabile Nazionale scuola e università della Lega – Noi con Salvini). Dalla relazione di Mascolo, ma anche dagli interventi dei dirigenti sindacali dell’Ugl Scuola, si evince “in primis” la necessità di modificare quanto previsto dalla legge 107. “La chiamata diretta, la riduzione delle risorse economiche da attribuire alle scuole, la diminuzione degli organici del personale, la mancata valorizzazione della scuola, il sistema di reclutamento che dovrebbe essere attuato dal 2020, il fatto che i contratti a tempo determinato non possano superare la durata di 36 mesi complessivi – ha affermato Mascolo – certamente non sono le soluzioni che servono per il rilancio del sistema scolastico italiano. Inoltre, non capiamo come mai, i provvedimenti legislativi che riguardano la scuola, sembrano fatti per essere impugnati in giudizio, a vantaggio dei ricorsifici ed a danno del debito pubblico che continua a lievitare; con tale modus operandi, riteniamo vengano meno i principi di imparzialità a trasparenza della P.A.”. “La riforma della scuola – ha continuato il sindacalista – non può essere mirata a far cassa e tanto meno può essere il risultato di provvedimenti unilaterali e quindi non condivisi con le parti sociali. Occorre rivedere il percorso di alternanza scuola – lavoro ed è indispensabile reperire le risorse economiche per un rinnovo contrattuale dignitoso, tenendo conto che l’adeguamento degli stipendi è fermo da quasi un decennio. Il personale ATA sembra essere finito nel dimenticatoio e l’area “C”, rimane solo un miraggio”. “Invece – ha concluso il Segretario Generale dell’Ugl Scuola – se vogliamo una scuola di qualità, dobbiamo prevedere interventi legislativi appropiati (ad esempio deve passare il principio: chi sbaglia…paga…e di tasca propria), che valorizzino il comparto ed i lavoratori, restituendo la dovuta dignità al sistema scolastico italiano”.